Coppa Davis: quarant’anni fa l’impresa azzurra in Cile

L’intervista della Gazzetta a Nicola Pietrangeli, capitano della nazionale di Coppa Davis che conquistò l’unico alloro azzurro nel 1976.

In questi giorni ricorrono i 40 anni dall’unico successo in Coppa Davis della nazionale azzurra. Uno dei successi più preziosi nella storia dello sport italiano, quello conquistato dai quattro moschettieri del tennis azzurro, Panatta, Barazzutti, Zugarelli e Pietrangeli (il capitano della storica impresa). L’Italia conquistò lo storico alloro a Santiago del Cile, in un paese spaccato dagli orrori della drammatica dittatura di Pinochet.

Una generazione di tennisti di altissimo livello che rese molto popolare uno sport come il tennis che fino ad allora era rimasto nell’ombra nel nostro paese. In una intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Nicola Pietrangeli ha ricordato i momenti clou di quella impresa che ha segnato la storia del tennis italiano. Un impresa che, secondo lo storico capitano azzurro, rimane ancora irripetibile: ‘Puoi costruire buoni giocatori – ha ammesso Pietrangeli – ma il campione è figlio di una botta di fortuna e nient’altro. Pensiamo agli Stati Uniti e all’Australia, che hanno dominato per decenni. Da questa prospettiva, loro sono messi peggio di noi’.

Sulla domanda relativa ai meriti di Pietrangeli come capitano, il buon Nicola preferisce scherzarci su: ‘In campo devi saper aprire le bottigliette d’acqua e porgere l’asciugamano dalla parte giusta. Perchè un capitano deve sapere fare solo quello: se hai Messi è inutile dirgli come deve giocare. Fuori dal campo è un po’ diverso: devi sapere gestire i ragazzi che a un certo punto si credono dio. In Cile dissi loro che avrei paralto solo io, togliendo loro ogni responsabilità’.
Da allora il tennis azzurro non è mai più riuscito a bissare il successo in Coppa Davis del 1976. Anzi, ha conosciuto anche l’onta di una amara retrocessione in serie B.

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